(report) Brandon Boyd (Incubus) presenta "So The Eco" all'Ono Art Gallery

(report) Brandon Boyd (Incubus) presenta "So The Eco" all'Ono Art Gallery

Qualche minuto prima delle sei. Un sornione pomeriggio bolognese ha lasciato il posto alla sera, fredda e con l'umidità che ti entra nelle ossa. I colori del cielo virano verso un blu notte, ma ancora qualche sfumatura di chiaro fa capolino dalle nuvole sparse. In una via del centro un assembramento di gente, una fila ordinata e composta, formata soprattutto da donne, aspetta partecipe davanti all'ingresso dell'OnoArt Gallery. Anche io sono qui che aspetto, ma mi sposto verso l'ingresso secondario, e intanto sorseggio una birra che quasi mi paralizza la mano per quanto è ghiacciata. Fortuna la sigaretta scalda un po'.

Sono le sei precise. Così come da programma, da lontano si vede del movimento. E quello che tutti i presenti stavano aspettando si dirige a passo tranquillo verso l'ingresso. Brandon Boyd è così come te lo figuri, un bellissimo ragazzo dalle mani lunghe e con le dita assottigliate tipiche del musicista. E la luce. Una sua personalissima luce che pare seguirlo, e la si vede negli occhi, tra i denti, tra i capelli. Sarà il calore della California, il fascino dell'artista che suona, scrive, disegna e fotografa. Ma forse è semplicemente il fatto che riesca a portare tutto questo con la tipica umiltà dei Grandi, che lo caratterizza già dal primo impatto.
L'OnoArt Gallery è un posto molto particolare, bello, molto rock. Dischi, dischi ovunque, fanno la parte del leone nell'arredamento di questo luogo che è anche un negozio che compra e vende dischi, rarità e cimeli, ma nel quale ci trovi anche un piccolo bar per fare l'aperitivo, libri, e tante mostre fotografiche di grandissimi interpreti: ora ci sono scatti degli anni 80 che ritraggono Madonna, nei mesi scorsi c'erano Lou Reed e i Nirvana, tra qualche giorno i Ramones. La musica di sottofondo è sempre ricercata, con pezzi rari per palati fini.

Una piccola scala porta alla saletta sotterranea, dove si tengono presentazioni e iniziative culturali di vario genere. L'ambiente è rilassante, da luce soffusa, crea un'atmosfera familiare. Brandon si posiziona, dietro di lui un'abat-jour puntata contro il muro e alle pareti le luci dei faretti a illuminare le sue tavole.

Ordinatamente, entra la prima tranche di persone (ne seguiranno altre due) accorse sul posto per la presentazione di “So the Eco”, il terzo libro di tavole grafiche del cantante degli Incubus. Alcuni sono qui dalla mattina e trovano il loro idolo tranquillo, sorridente, disponibile e molto umile. “Ho vinto la mia timidezza sul palco”, racconterà in seguito per sottolineare quanto in realtà la sua anima sia pacata.

“So the Eco” è un libro di disegni, di esperienze, ricordi, memorie e spunti raccolti in giro per il mondo con i tour e trasposti su carta una volta rientrato nella calma della sua casa. Frame e ritratti incorniciati dalla sua stessa penna, quasi la trasposizione manga di personaggi, volti e oggetti incontrati lungo il suo peregrinare.
Spazio anche alle novità musicali, confermando le voci del web che davano gli Incubus in procinto di partire per un nuovo tour, che toccherà anche l'Italia nella prossima primavera. E dell'Italia è ovviamente il cibo la cosa preferita di Brandon, oltre che la disponibilità delle persone, e visitare i tanti musei che il nostro paese offre.
Ma oltre a questo, il racconto di come, riunendosi per provare il nuovo spettacolo, sono nati nuovi pezzi che andranno a far parte di un nuovo album. E il confronto “forzato” tra il pubblico che segue le pubblicazioni dei suoi libri e quello che va ai concerti: “i fan dei concerti sono spesso e volentieri casinisti e molesti”, dice, “mentre qui c'è gente posata”. E in effetti qualche ragazza in prima fila che se lo sarebbe mangiato con gli occhi c'era, ma anche il diverso contesto ha reso l'atmosfera più pacata e accogliente.

 
L'organizzazione impeccabile dell'OnoArt ha saputo poi gestire al meglio la turnazione tra gli spettatori, concedendo a tutti la possibilità di un sorriso, una stretta di mano o una fotografia con chi da grande uomo, oltre che da grande artista, ha saputo fare dell'umiltà la sua forza.
Non ci resta che aspettare il prossimo live degli Incubus, per catturare con nuovi scatti la doppia anima di questo tranquillo, ma acuto, ragazzone americano.

L'iniziativa è stata organizzata da Ono Arte Contemporanea, Jen di Sisto e la  No-Room di Lea Ficca e Matteo di Marco.

OnoArt Gallery è in Via Santa Margherita, 10 a Bologna.

Per tutti gli aggiornamenti sulle varie iniziative della galleria d'arte moderna visitate il sito www.onoarte.com

Testo a cura di Nino Saetti e Angela De Simone


Foto di copertina e fotogallery per gentile concessione di Nino Saetti

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