Nightguide intervista Dan Haggis, batterista dei The WOmbats, il 12 in Italia al Fabrique di Milano

Nightguide intervista Dan Haggis, batterista dei The WOmbats, il 12 in Italia al Fabrique di Milano

Liverpool Institute Performing Arts, 2003, Matthew Murphy, Dan Haggis e Tord Øverland-Knudsen tre amici universitari decidono di dare vita ai The Wombats: british band che da lì a poco scalerà le classifiche di tutto il mondo.

 
Nei primi anni della loro carriera, dopo aver pubblicato diversi EP, incidono nel 2007 il primo album in studio Proudly Present...A Guide To Love, Loss & Desperation, guadagnandosi l'undicesima posizione nella classifica UK degli album più venduti.

 
Vincitori nel 2008 di un NME Award, nella categoria “Best Dancefloor Filler” con il brano Let's Dance to Joy Division (oltre 64 milioni di stream su Spotify), nello stesso anno si aggiudicano una nomination agli MTV Europe Music Awards nella categoria “Best UK and Ireland New Act”, e una nomination ai XFM New Music Awards nella categoria “Best Album”, tre anni dopo incidono il loro secondo album in studio The Wombats Proudly Present...This Modern Glitch, prodotto da Eric Valentine, che vanta tra le tante produzioni anche quelle dei: Lostporpohets, Queens of the Stone Age e Good Charlotte.

 
Nel 2015 il singolo Your Body Is A Weapon anticipa l'uscita del terzo album Glitterbug: quinto nella UK chart, secondo in Australia, e nella Top 100 della classifica in USA, il primo album della band ad entrare nella classifica Billboard 200.

 
L'uscita dell'album è stata supportata dal “Glitterbug Tour”, il tour più importante della loro carriera che li ha portati in giro in tutto il mondo per oltre un anno. Iniziato a gennaio 2015 con una serie di show nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Europa. La band ha anche preso parte a diversi festival durante l'estate dello steso anno, tra i quali Splendor in the Grass. Il tour si è concluso al Padiglione Hordern di Sydney il 3 gennaio 2016.

 
Nel febbraio 2018, a 3 anni di distanza dall'ultima uscita discografica, pubblicano Beautiful People Will Ruin Your Life.

 
Ad ottobre dello stesso anno pubblicano una versione deluxe dello stesso album aggiungendo 3 nuovi brani. Ma il risultato è sempre lo stesso: un successo strepitoso!

 
Tra pochi giorni saranno al Fabrique di Milano per l'unica data italiana del tour e noi li abbiamo incontrati poco prima del loro concerto a Wembley per farci anticipare qualcosa.

 
Nightguide. Ciao Dan! Come va?
Dan Haggis. Sta andando molto bene, suoniamo a Wembley a Londra stasera, è uno dei nostri concerti più grandi mai fatti! E' molto divertente, è un ottimo modo per promuovere l'album.

 
NG. Avete appena fatto uscire un'edizione speciale del vostro ultimo album “Beautiful people will run you life” e la reazione del pubblico è stata immediatamente super calorosa, il tour inglese e quello europeo stanno incassando numerosi sold out; direi che ve la state spassando! Siete soddisfatti?
DH. Si assolutamente! È molto bello rilasciare nuova musica e avere persone che si lasciano trasportare e che la capiscono a pieno! Quando i fan sono “connessi” con le canzoni è sempre una bella sensazione e suonarle live con i fan che cantano con noi fa in modo che queste prendono vita. Questa è la cosa più importante!

 
NG. Come mai avete deciso di rifare il quarto album aggiungendo 3 canzoni nuove invece di farne un quinto? Pensavate mancasse qualcosa?
DH. Originariamente stavamo registrando “Oceans” (una delle nuove canzoni) mentre stavamo facendo il quarto album, ma stavamo finendo il tempo così abbiamo deciso di concentrarci sulle altre canzoni e lasciare questa come extra per un prossimo album, poi però durante una piccola pausa dal tour ci siamo ritrovati in studio e l'abbiamo registrata insieme alle altre due canzoni. E' sempre bello dopo un lungo tour dove non si scrive molto, prendersi un po' di pausa per creare qualcosa di nuovo.

Oceans


NG. Prima di questa intervista con voi ho voluto studiarmi un po' la vostra biografia ed è stato come andare sulle montagne russe! Avete avuto molti successi ma anche tanti momenti difficili, pensando al passato, cambieresti qualcosa?

DH. No in realtà no, credo che nella vita in generale non abbia senso avere rimorsi, non puoi tornare indietro e cambiare le cose, devi accettarle, noi siamo molto fortunati ad essere amici e a fare musica tutti insieme in giro per il mondo dopo 16 anni da quando abbiamo creato questa band. È una cosa incredibile!
Credo che qualsiasi cosa accada ti renderà più forte; ogni volta imparerai qualcosa e migliorerai te stesso. Ci sono un paio di cose che direi a me stesso del primo album, tipo magari “non bere cosi tanto prima di un concerto”, “fai più massaggi, fai yoga!”. È il passato; fa parte della crescita.

 
NG. Ora da adulto, pensi mai al giorno in cui ti sei incontrato con gli altri ragazzi e avete deciso di iniziare questa avventura insieme, e come pensi a quel momento? 
DH. Ricordo la prima volta che ho conosciuto Mat nel 2003; eravamo ad una festa nella nostra casa per studenti e abbiamo cominciato a bere, la mattina dopo ci siamo svegliati e abbiamo cominciato a suonare canzoni melodiche alla chitarra e a parlare di musica e di come ci piacciono gli Smashing Pumpinks, mentre la prima volta che ho incontrato Tord è stato quando è entrato nella sala prove e ci fa “hei ragazzi come va?” e abbiamo subito cominciato a fare musica insieme.

 
NG. Quindi i Wombats sono nati in una normale serata tra teenagers a fare musica dopo una sbronza!
DH. Si si esatto!

 
NG. C'è stato un momento in cui vi siete detti “ok non stiamo più giocando, siamo davvero delle rockstar”?
DH. Non credo ce lo siamo mai detti, ma penso ci siano stati molti piccoli momenti che ci hanno portato a dove siamo ora. Uno di questi è stato quando abbiamo suonato in un festival in Cina per la prima volta. Momenti come quello li vivi ma non ci puoi credere! 
Ma il momento più assurdo è stato a questo festival inglese nell'estate del 2007 prima che il nostro primo album uscisse, ma avevamo fatto uscire un singolo e suonammo quella canzone e l'intero pubblico la cantò con noi ed eravamo tipo “holy fuck allora è cosi che ci si sente!”. Avevo 23 anni.

 
NG. Presto verrete in Italia, a Milano il 21 al Fabrique, per il vostro tour e i vostri fan vi aspettano già con ansia! Cosa vi piace del nostro paese e dei fan italiani? Volete lasciare un messaggio per quelli che leggeranno questa intervista?
DH. Ogni volta che siamo stati in Italia siamo stati accolti molto calorosamente, quando incontriamo i fan prima o dopo il concerto abbiamo sempre conosciuto un sacco di belle persone. Poi avete il cibo, il vino...wow! In Inghilterra non c'è la stessa tradizione, mentre in Italia sei nel backstage e qualcuno ha preparato un sacco di pasta o pizza, vi sedete, mangiate e bevete del vino tutti insieme!
Sapete come rilassarvi. Ho amato come quando abbiamo fatto questo show in un club a Treviso e ci hanno detto che avremmo suonato alle 22.30, poi dopo un po' hanno rimandato alle 23 e dopo ancora alle 24 e noi stavamo ridendo perché in Inghilterra se dicono alle 21 è alle 21! Ci è sempre piaciuto il modo in cui siete rilassarti, del tipo “accadrà quando accadrà!”.

 
NG. Cosa prometti ai vostri fan?
DH. Che daremo il 100%, suoneremo più canzoni che possiamo.
Siamo davvero felici di poter viaggiare in paesi cosi belli come l'Italia.
Siamo davvero grati per i nostri fan; significa molto.

 
NG. Accadrà qualcosa nei prossimi mesi che potete anticiparci?
DH. Inizieremo a lavorare al nostro quinto album a Marzo, perciò  il planning per il nostro 2019 è quello di scrivere, scrivere e scrivere in modo da avere un nuovo album per il prossimo anno!

 
NG. Ultima domanda: quali sono i tre album che non potrebbero mai mancare nella vostra collezione?
DH. The colour and the shape by the Foo Fighters/ Nevermind by Nirvana -  OK computer by Radiohead - Machina by Smashing pumpkins.

 
Intervista a cura di Luigi Rizzo.
Copywriting a cura di Elisa Hassert.
 

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