Nightguide intervista Joseph Parsons

Nightguide intervista Joseph Parsons

Digging for rays, il nuovo album di Joseph Parsons, è uscito il 15 Marzo: è un disco cantautorale decisamente più profondo della media, fra melodia e bisogno di evasione e spazi aperti. Abbiamo parlato con lui del suo ultimo lavoro, della situazione degli Stati Uniti e delle date italiane del suo tour.


Questa prima domanda è parecchio strana, ma comunque: vivi in Germana, hai lasciato la Louisiana. Ti mancano mai gli States?
La risposta veloce è non proprio, ma la risposta più lunga è questa: mi sono trasferito in Europa dopo la morte di mio padre, nel 2007. Avevo lavorato e viaggiato in Europa per anni, ma avevo bisogno di essere con mio padre mentre attraversava la sua ultima “avventura” terrena. Ero felice di farlo e, dopo poco, ho lasciato gli Stati Uniti: mi sento più a casa, più a naturale, in Europa. Prima vivevo in Francia e mi sono trasferito con la mia compagna in Germania per stare con lei quando l'ho conosciuta:  abbiamo dei bambini ora, e non credo mi ritrasferirò mai negli Stati Uniti. Quando ci torno mi godo il viaggio per una o due settimane, dopo però sono felice di tornare a casa. In una prospettiva più ampia, sento che gli USA sono a pezzi: il capitalismo per come lo intendiamo non funziona per la maggior parte delle persone, c'è un tasso di  povertà incredibile. Giudico un paese da come tratta i più deboli: i bambini, i poveri, i disabili e i malati. In Europa c'è un forte senso di comunità: non c'è niente di perfetto, ma almeno qui ci prendiamo molta più cura di queste persone. Non crescerei mai i miei figli negli States.


Ora, il tuo nuovo album: Digging for rays è uscito da poco. Come ti senti, e come è stato ricevuto dai fan?
Come hai detto è uscito da poco, ma per ora il benvenuto è stato bellissimo. Qui in Germania abbiamo un sacco di passaggi radio e ottime reazioni dalla stampa. Sono felice che alle persone piaccia, ma sono già pronto per il prossimo gruppo di canzoni: il mio modo di creare vede il disco come una fotografia, che immortala il punto in cui chi scrive o suona è in quel preciso momento. Ci sposteremo verso lo studio mentre andiamo verso la parte italiana del tour, ci fermeremo allo Studio Jork, appena fuori dai confini di Trieste, in Slovenia, per tagliare le tracce per il nuovo disco per il quale sono davvero eccitato. 


Ci puoi dire di più su questo album? Sei riuscito a dire tutto ciò che volevi dire o c'è ancora qualcosa che ha bisogno di essere detto?
Visto che credo che i dischi siano uno scatto di un momento, credo di essere stato in grado di dire abbastanza in un solo lavoro. I miei dischi sono molto personali per quello che credo sulla condizione umana e, credo, riflettono ciò che siamo e, ancora più importante, ciò che potremmo essere. la mia filosofia guida nella vita è che siamo qui per poco tempo, quindi dobbiamo trattarci al meglio gli uni con gli altri. Quando ce ne andiamo scopriremo tutti i segreti dell'universo, o magari no, quindi perché farci problemi ora. Nessuno, assolutamente nessuno, è tornato dall'altro mondo quindi perché invece di lottare non ci diamo una mano a vicenda? So che è idealistico, ma l'universo ci supporta così tanto, se solo ci fermassimo ad ascoltare.


So che questo disco è una specie di ricetta per la ricerca della speranza, ma cosa pensi della situazione del mondo e della situazione politica negli USA?
Credo che viviamo in un momento di movimenti estremi del pendolo: dondoliamo da sinistra a destra e torniamo indietro in una sola generazione. Nella mia opinione, il presidente degli USA è li perché in molti avevano bisogno di vedere un cambiamento nello status quo ma, sfortunatamente, hanno dato fiducia a un imbecille narcisista. La vera preoccupazione che sento è il danno che questi politici moderni stanno facendo al nostro ambiente: non pensare ai bambini e al loro futuro è folle. L'avarizia e l'egoismo sono i veri nemici del popolo, non la stampa, la sinistra o la destra.


Hai tre spettacoli in Italia: che cosa ti aspetti da noi, e cosa dovremmo aspettarci da te?
Stiamo mettendo su uno spettacolo rock: la mia band è piena dei musicisti migliori che abbia mai incontrato, è uno schianto. E' divertente, rockeggiante ed è un'avventura ogni volta che saliamo sul palco. Sono davvero felice di venire in Italia, è decisamente nella mia lista dei luoghi che ami visitare. Io e mia moglie viaggiamo messo li, e la adoriamo. Magari un giorno ci potremmo trasferire li!


Hai qualche consiglio per i ragazzi che mettono su una band adesso?
Se non lo state facendo per l'amore dell'espressività e della musica, non vi ci mettete nemmeno. Gli show televisivi, i contest. Si parla di arte, espressione, divertimento e connessione con la gente; portare nuove idee e riflessioni sulla nostra società e la nostra cultura, quindi essere un artista. E divertitevi! Alcuni non sono fatti per le difficoltà che si incontrano in questo tipo di lavoro, e va benissimo. Non è una scelta facile, ma è una scelta di necessità, significato: non ho mai sentito di poter fare altro. Sono nato per questo, altrimenti non sarei mai riuscito ad attraversare tutto quello che è successo per divertirmi così tanto adesso. Migliora e basta, aumenta il divertimento e l'anima si riempie sempre di più. La musica è viva, e sta bene! Pace!
 

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