Intervista a Lucia Maria Collerone, autrice del romanzo L’amore brucia come zolfo

Intervista a Lucia Maria Collerone, autrice del romanzo L’amore brucia come zolfo

Lucia Maria Collerone è una scrittrice e insegnante. Il suo primo romanzo Lungo il cammino (Guida editore, 2003) ha vinto il Premio “Cimitile” nella sezione inediti. Nella sua seconda opera, 200 giorni. La dislessia tra i banchi di scuola e le pieghe della vita (Arethusa Editrice, 2010), racconta delle sue esperienze con il disturbo della dislessia e spiega la necessità di una didattica inclusiva. L'amore brucia come zolfo (WriteUp Site, 2018, seconda edizione) è il suo terzo romanzo, in cui racconta la drammatica storia di una giovane donna spezzata da un destino avverso nella Sicilia di fine ottocento.
 
«Di cosa parla il suo libro L'amore brucia come zolfo?».
Il romanzo è ambientato nel centro Sicilia, nella provincia di Caltanissetta alla fine dell'800, al tempo delle miniere di zolfo e la grande storia dell'unificazione del Regno d'Italia come cornice. Narra la storia di Cecilia, figlia di zolfatari, della sua vita combattuta e sofferente e del suo amore perdizione per il Barone più potente della città. Intorno a lei il mondo miserabile delle miniere, la sofferenza, la fame, la morte in netto contrasto con la vita dorata e ricca dei signori dello zolfo. La sua scelta terribile, la sua perdizione e il suo essere un'eroina dell'amore
 
«Cecilia è una protagonista indimenticabile, che nel corso della storia si trasforma da giovane fiamma che brucia di vita a ombra di sé stessa. Ci vuole parlare più nel dettaglio del suo personaggio?».
 Cecilia è una giovane donna forte, coraggiosa, intraprendente che combatte contro un destino avverso che è sempre in agguato e le chiede di fare delle scelte. Ogni volta, non pensando a sé, lei sceglie di salvare chi ama, di sacrificarsi e perdersi per loro. Deve, sin da bambina fronteggiare la miseria, la morte, la sofferenza, ma non si arrende mai, non cede davanti al dolore e alle prove che la vita le chiede, fino a quando, non vive il senso di estraniamento, di solitudine. Quando sente di non avere più nessuno per cui vivere cerca uno spazio per sé, cede al destino e spera di ottenere per sé un poco di serenità, cedendo all'amore perdizione per il Barone, che la svuoterà e le chiederà un'ultima terribile scelta per salvare la parte migliore di sé. Cecilia non c'è più, la sua dolcezza, la sua forza, il suo coraggio sono perduti in lei e rimangono nelle persone che ama oltre se stessa. Resta solo Piccola Fiamma riarsa e bruciata da chi ha voluto averla per sé pur sapendo che ne avrebbe in questo modo reciso ogni linfa vitale.
 
«L'amore brucia come zolfo è un romanzo molto duro, estremamente realista. A chi o a cosa si è ispirata per raccontare questa storia?».
Cecilia è una giovane realmente esistita e la sua storia è simile a quella di molte altre donne in quel momento storico e nel particolare ambiente delle miniere di zolfo. La sua vicenda mi è stata raccontata da una persona che la conosceva. La sua scelta terribile, non desiderata, non voluta, ma subita dava di lei una visione distorta. Il disprezzo per lei era il risultato di un punto di vista non corretto sulla sua scelta, dettato solo dal considerare tale scelta come un desiderio di abbandono, di rifiuto, come espressione di un terribile egoismo. Invece, Cecilia ai miei occhi doveva essere riscattata e con lei tutte le donne che rinunciano a sé, al loro stesso essere pur di salvare chi è il frutto della loro parte migliore, per concedere loro una vita migliore. Avevo poche notizie su di lei  e ho dovuto fare una minuziosa ricostruzione storica di quei tempi, di cosa significasse essere una  donna appartenente alla classe degli zolfatari, cosa potesse portare una giovane donna ad avere un destino come quello di Cecilia. Ha significato scoprire uno dei momenti più infelici della storia della mia terra, una storia nascosta, vissuta da moltissime donne, dai bambini dagli uomini delle miniere e taciuta perché troppo dolorosa. La storia di Cecilia è quella di ogni donna, in qualunque momento o luogo della storia che è costretta a subire l'annientamento di sé per salvarsi, per salvare chi ama o in nome di un amore che non dona, ma estrania e distrugge.
 
«L'amore brucia come zolfo è una storia che parla di destino, che livella poveri e ricchi quando si tratta di presentare il conto. Ogni personaggio del romanzo si trova prima o poi a pagare per i propri errori, anche quando si sono fatti per amore. Che lavoro c'è dietro la caratterizzazione di personaggi tanto sfaccettati e reali, e quanta attività di ricerca ha richiesto il romanzo?».
La ricerca storica è durata tantissimo ed è stata minuziosa, lunga, ha attinto a documenti ufficiali, a testimonianze reali e alla ricerca di ogni documento o fonte possibile comprese le canzoni, le poesie, gli atti storici. Alcuni personaggi e alcuni fatti sono realmente esistiti come certificato da documenti storici. Altri avvenimenti e personaggi sono verosimili, cioè i personaggi possono essere tutti realmente vissuti con quella loro storia in quel periodo. Non avevo molti dettagli sulla reale vita di Cecilia e ho dovuto indagare molto per capire come potesse essere stata la sua esistenza e le motivazioni alla base della sua scelta o anche quelle alla base di tutti gli altri personaggi che lei incontrava e che ne determinavano il destino.
 
«L'amore brucia come zolfo è ambientato nella Sicilia di fine ottocento, un'epoca caratterizzata dalle attività delle miniere di zolfo e dalla forte divisione tra le classi sociali. Perché ha deciso di scegliere questa particolare ambientazione?».
Non ho scelto io l'ambientazione storica, ma ho scelto di raccontare la storia di Cecilia che era avvenuta proprio in quel periodo. Volevo riscattare la sua memoria, volevo che fosse compresa la sua scelta e volevo che per lei i pensieri fossero d'amore. Bisognava raccontare la sua storia e quella di tutte le persone delle miniere e tenere in vita il loro ricordo. Volevo portare alla luce la storia nascosta di quel periodo e di tutte le sofferenze che le miniere avevano causato. La storia nascosta delle donne e della loro immane sofferenza come donne di miniera. La storia di Cecilia è un poco la storia della provincia di Caltanissetta e di tutta la Sicilia o di ogni altro essere vivente che venga estraniato dalla sua vera natura, snaturato da forze e potenze che vogliono solo appropriarsi della sua forza vitale per i propri scopi di potere. IL Barone recide il bel fiore fulvo, la vita di Cecilia, per metterlo nel suo vaso e godere della sua bellezza, sa che recidendolo lo ucciderà, ma lo fa ugualmente e anche lui pagherà per questa scelta, ma mai quanto lei.
 
«Nella sua precedente opera 200 giorni. La dislessia tra i banchi di scuola e le pieghe della vita tratta di un argomento molto delicato e importante. Ce ne vuole parlare?».
200 giorni. La dislessia tra i banchi di scuola e le pieghe della vita è nata come opera di divulgazione con il compito di parlare di cosa significhi essere dislessici nella vita scolastica e nella quotidianità. Sono un'esperta in Disturbi Specifici di Apprendimento e sono un dottore di ricerca in Scienze Cognitive con particolare interesse ai risvolti didattici in relazione alle conoscenze sulla cognizione e sull'abilità di letto-scrittura e il mio impegno di divulgazione scientifica dura da quasi venti anni, ma ad un certo punto ho sentito la necessità di usare un mezzo divulgativo che arrivasse anche nelle mani dei ragazzi, delle famiglie e quindi ho scritto uno Young Adult, che racconta attraverso gli occhi di Lorena, la protagonista di 16 anni, cosa significhi vivere i Disturbi Specifici di Apprendimento. Il romanzo racconta i 200 giorni di scuola e i 200 giorni di vita della protagonista e di tutte le persone che vivono intorno a lei. Moltissimi sono i temi trattati, tanti quanti può doverne vivere un'adolescente: l'amore, le difficoltà legate alla dislessia a scuola, il bullismo, la disabilità, l'anoressia, la violenza sulle donne, l'autolesionismo e tanti altri.
 Si ride e si piange in un continuo divenire, seguendo Lorena attraverso la sua narrazione in prima persona. Il romanzo è stato venduto ad una casa cinematografica e proposto alla Rai e a Mediaset, nel 2010, che sembravano molto interessati a trasformarlo in una fiction, ma le vicissitudini politiche hanno azzerato il lavoro dell'Associazione “Il Laribinto” che aveva promosso il progetto. Adesso è in selfpublishing, dopo che ne ho riscattato i diritti dalla casa editrice che lo aveva pubblicato, e finalmente è anche un e book e quindi facilmente “leggibile” mediante i reader anche per chi leggere è una difficoltà. Gli occhi di Lorena sono i miei, da dislessica, da madre di dislessici, da docente, da riabilitatrice, da ricercatrice e quindi è davvero uno sguardo dall'interno, che aiuta moltissimo chi ha bisogno di comprendere.
 
«Quale messaggio, o messaggi, veicola il romanzo L'amore brucia come zolfo?».
Nessuno dovrebbe essere spinto a fare scelte che conducono alla perdizione, all'annientamento di sé, perché privo di cure, privo di speranza, solo davanti agli eventi del destino, davanti alla vita e ai suoi terribili colpi, davanti alla sofferenza. Ci dovrebbe sempre essere qualcuno pronto a vedere l'umanità ferita e a prendersene cura, che sappia creare un cordone di protezione che aiuti chi vive tali condizioni di estrema sofferenza a non sentirsi abbandonato e a vedere una speranza, una possibilità di salvezza.
 
 
Contatti
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https://www.amazon.it/Lamore-brucia-zolfo-Lucia-Collerone/dp/1521380422
https://www.luciamariacollerone.it/prodotto/amore-brucia-come-zolfo/
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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