Nightguide intervista Sale

Nightguide intervista Sale

“L'innocenza dentro me”,  opera prima di SALE (nella vita Eugenio Saletti), ventenne cantautore romano, è un disco ricco di spunti e sonorità differenti, legati insieme - come un concept album - dal tema dei cambiamenti della vita: dieci tracce che raccontano il passaggio dall'adolescenza alla età adulta e le inevitabili difficoltà di relazionarsi con un mondo nuovo.
Multistrumentista (suona chitarra, basso, pianoforte e tastiere), SALE in questo primo lavoro intende far emergere le potenzialità del suo percorso artistico che attinge alla tradizione della canzone d'autore italiana, unita alla passione per il rock inglese e a sonorità elettroniche.
 
"L'innocenza dentro me" oltre a SALE che suona chitarre, basso, piano, tastiere, vede la partecipazione di Seby Burgio a piano e tastiere (già collaboratore di Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Mannarino, Mario Venuti, Roy Paci...), la coppia ritmica formata dal basso potente di Martina Bertini (Ermal Meta, Nathalie, Nesli, Alice Paba...) e la batteria di Filippo Schininà (Leo Pari, Giulia Anania, Barbara Eramo, Mimmo Locasciulli, Nidi D'Arac), la giovane voce di Cristina Cecilia con la quale duetta nel brano "Rimani" e l'apporto in due brani con testi di due cantautori, Lorenzo Lepore e Jacopo Troiani, dell'Officina Pasolini la scuola di alta formazione musicale diretta da Tosca che SALE frequenta da un anno.
La produzione artistica è del multistrumentista e compositore Stefano Saletti.
Questo è quello che ha raccontato a noi di Nightguide.

Nightguie. Ciao Eugenio, è un piacere poterti fare qualche domanda per questa intervista. Innanzitutto dicci qualcosa in più di te per presentarti ai nostri lettori. Chi è Sale? E cosa ha fatto per arrivare fin qui?
Eugenio Saletti: Sono un ventenne da sempre appassionato di musica. Diciamo che la respiro dentro casa da quando sono nato, visto che mio padre è un musicista e produttore e mia madre lavora nello stesso settore. Sin da piccolo quindi era chiaro cosa volevo fare da grande e adesso ho cominciato il mio percorso da solista, dopo aver fatto tante esperienze con diversi gruppi, dai Funkmessengers agli Onion King, alle collaborazioni con i Caracas e con la Banda Ikona di mio padre. Ho anche partecipato al film “Un matrimonio” di Pupi Avati, scrivendo (e interpretando sul set) un brano della colonna sonora. Poi l'anno scorso sono successe due cose bellissime e importanti: ho vinto il bando Siae Sillumina per le nuove opere ed è nato “L'innocenza dentro me” e, sempre tramite un bando, sono entrato a far parte della scuola di alta formazione musicale “Officina Pasolini” diretta da Tosca.

NG. Sei un polistrumentista e questa dote ti da sicuramente la possibilità di avere una visione molto personale e accurata della composizione di un pezzo. Come è stato il percorso che ti ha portato alla realizzazione di questo tuo primo album “L'innocenza dentro di me”? A cosa ti sei ispirato?
ES. Era da tempo che avevo delle idee musicali in testa e ho cominciato man mano a organizzarle e farle diventare dei brani compiuti. Insieme a Stefano Saletti, che ha prodotto il disco, abbiamo iniziato a strutturare il materiale e a far prendere corpo alle idee. E' stato un work in progress pensato però come un concept album sul tema dei cambiamenti nella vita di un ragazzo di 20 anni che si affaccia all'età adulta. Ho raccontato quello che sentivo e quello che succede ai miei coetanei o alle persone che conosco. Sono un grande amante dei Pink Floyd e forse l'idea di non fare una semplice successione di canzoni ma dare un senso d'insieme al disco nasce da lì. Come influenze musicali, certamente c'è la scuola romana, Silvestri, Fabi e Gazzè, ma c'è prima ancora Lucio Battisti, c'è l'ascolto di quello che mi piace oggi, dai Subsonica a Motta, ci sono i Radiohead e tanto rock inglese.



NG. “L'innocenza dentro di me” è anche il titolo del tuo primo estratto dal quale hai realizzato un bellissimo video con la collaborazione di Pierfrancesco Bigazzi & Materiali Sonori Pictures. Le difficoltà del viaggio che porta dall'adolescenza all'età adulta è forse una delle tematiche più esplorate insieme a quella dell'amore. Come lo vedi questo percorso? Per te quale è il momento più difficile per un ragazzo in questi anni così critici?

ES. Forse trovare un'identità. Siamo tutti immersi tra social e telefoni e mai come adesso siamo terribilmente soli. Manca quel senso di appartenenza che ha caratterizzato generazioni precedenti, siamo tanti individui solitari che si parlano senza ascoltarsi, pensa al successo dei messaggi audio di whatsapp. Praticamente parli con te stesso. Ho raccontato anche le difficoltà di chi decide di andare all'estero magari per inseguire un amore e ci sbatte il muso come in “E Kafka che fa”. Invece in “Fuga di cervelli” ci ho un po' scherzato su: “Se devo scappare è meglio farlo al mare... vado a vivere alle Hawaii, tra le onde e il mare una laurea può bastare”.

NG. Tu che tipo di adolescente sei stato? Cosa ricordi con più nostalgia?
ES. Sono sempre stato aperto con i miei compagni dalle elementari alle superiori. Ho ricordi sostanzialmente belli dell'infanzia e anche degli anni di scuola, pur con dei chiaroscuri. Ho sempre avuto al mio fianco, però, la musica che mi ha aiutato a superare tante difficoltà o incomprensioni. Anche perché se poi ad esempio una storia con una ragazza finisce male, ci puoi sempre scrivere una canzone... com'è nel disco. Comunque uno dei ricordi più belli è certamente la prima volta che sono salito su un palco e, come in tutte le cose, la prima resta la più bella.

NG. Adesso invece si può dire che sei fuori dall'adolescenza e un novello adulto. Quali consapevolezze pensi di aver raggiunto? E cosa ti verrebbe da dire a tutti quei tuoi coetanei che sono un po' arresi a questa vita moderna che sembra dare tanto con una mano ma che poi con l'altra ti toglie molte più cose?
ES. Di tornare a parlarsi, di vivere i rapporti guardandosi negli occhi. Ad esempio con un gruppo di amici cantautori, alcuni come Lorenzo Lepore e Cristina Cecilia sono ospiti nel mio disco, ci vediamo in vari locali e suoniamo insieme, facciamo jam session, cerchiamo di ricreare quello spirito di collaborazione e amicizia che è alla base dei rapporti umani. Ecco, credo che a ogni livello e non solo nella musica, ma soprattutto nella società bisogna tornare a guardarsi negli occhi e ricordarsi che c'è un mondo fuori da esplorare. La tecnologia va usata per quello che è, una grande opportunità di conoscenza, non bisogna invece farsi usare e diventarne schiavi.
 

NG. Parlando invece della tua carriera di artista, cosa ti aspetta da un punto di vista discografico nei prossimi mesi? Puoi anticiparci qualcosa? Hai un tour in cantiere?
ES. Sì stiamo lavorando per portare il disco dal vivo. Il concerto di presentazione al Marmo di Roma è stato un gran successo, ho una band veramente forte, quindi in estate e in autunno ci saranno diverse date di presentazione nelle varie città. Una cosa che mi rende felice perché suonare dal vivo è l'esperienza che amo di più, naturalmente.

NG. Tu sei molto giovane e all'inizio del tuo percorso, se ti offrissero un duetto con chi ti piacerebbe collaborare?
ES. Penso con Samuel dei Subsonica e Max Gazzè. Sono due artisti che stimo profondamente e con i quali sono convinto mi troverei molto bene, sia dal punto di vista musicale che umano.

NG. Cosa rappresenta per te la Musica in 3 parole e perché proprio quelle?
ES. Libertà, passione, emozione. Libertà perché davvero sei libero di esprimere tutto quello che hai dentro: la rabbia, la gioia, la paura, la delusione, la nostalgia. Passione, perché è un mestiere faticoso, sempre incerto, appeso a un filo, e quindi se non c'è la passione è meglio che lasci perdere già in partenza. Emozione, perché quando capisci che alla gente è arrivato quello che canti provi un qualcosa di indescrivibile. La musica per me è tutto.

NG. Ultima domanda: quali sono stati i 3 album che più ti hanno influenzato e che mai potrebbero mancare nella tua collezione e perché?
ES. Dark side of the Moon dei Pink Floyd per la maestria con la quale Waters e co. sono riusciti a collegare tutti i temi del disco.
Microchip emozionale dei Subsonica per la musicalità e l'intreccio azzeccato tra la musica elettronica e le melodie pop.
Infine, Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles per la genialità degli arrangiamenti, per come è stato registrato considerato in quali anni e per la bellezza immortale delle melodie.

Intervista a cura di Luigi Rizzo.

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