Nightguide intervista Federico Baroni

Nightguide intervista Federico Baroni

Federico Baroni, classe '93, è un cantautore e busker nato a Cesena e cresciuto a Rimini, seguitissimo sui social (+48.000 followers su Instagram, +580.000 stream su Spotify, +24.000 iscritti su YouTube, +20.000 fan su Facebook). A 18 anni si trasferisce a Roma per continuare gli studi alla LUISS (dove si laureerà poi in Economia e Management e conseguirà un master in Music Business) e a 21 comincia a scrivere i suoi primi inediti e a suonare in strada. Nel 2015 intraprende un Summer Tour da busker per le strade di tutta Italia, accompagnato da due videomaker che documentano l'esperienza (i video sono visibili sul canale YouTube dell'artista, che ad oggi conta oltre 3 milioni e mezzo di views). Nel 2016 viene notato dai giudici di “X-Factor”, che lo portano ai Boot Camp. Nel 2017, dopo aver lasciato un demo a Maria De Filippi, viene scelto fra migliaia di artisti ed entra ad Amici”. Dopo l'esperienza televisiva inizia subito a suonare su importanti palchi per grandi brand (Bulgari) ed eventi (Grand Prix Formula E su Italia 1). A gennaio 2018 pubblica con Artist First il suo primo singolo, “Spiegami”. Il video del brano è realizzato da BENDO films, e vede protagonisti Camihawke e Michele Merlo. A giugno dello stesso anno suona prima di Emma Marrone in occasione della Festa della Musica a Roma. Il 24 giugno esce il suo secondo singolo, “Domenica”, un featuring realizzato con i producer Kharfi e Veerde. Il 17 novembre esce il suo terzo singolo “Non Pensarci”, scelto tra i 69 finalisti di Sanremo Giovani. E il 5 aprile esce nei negozi il suo primo album.

NG. Piacere di conoscerti Federico. Tu hai un forte seguito di fan che sicuramente sapranno tutto di te, ma io vorrei che ci raccontassi qualcosa che non sa nessuno.
FB. Oh mi cogli impreparato (ride)! Mmm fammi pensare! Credo che una cosa che non ho detto così spesso è che prima di arrivare a Roma, al tempo delle superiori, io ero davvero molto distante dal mondo della musica. Anzi si può dire che non ne ascoltavo affatto. Lavoravo come PR nelle discoteche, avevo altri interessi, non avevo mai suonato uno strumento e non conoscevo anche nomi fondamentali della storia della musica.
Il mio incontro e il mio innamoramento per la musica sono avvenuti velocemente e in maniera del tutto repentina.

NG. Molto interessante. Questo sicuramente è qualcosa di te che i tuoi fan non si aspettano. E riusciresti ad identificare un momento in cui è avvenuto il cambiamento che ti ha fatto incontrare la musica, come la vivi ora?
FB. Allora, per farti capire, io ho dei genitori che non si occupano di musica e che non mi hanno educato all'ascolto della musica. Per intenderci non sono il classico musicista cresciuto a pane e dischi. Quindi in realtà non ti so dare una vera spiegazione del perché, ad un certo punto ho sentito il bisogno di occuparmi di musica. Sono quelle cose che succedono e basta. Mi sono ritrovato all'università con uno dei musicisti di Galeffi, che è uno dei miei migliori amici, che in un pomeriggio in cui mi ha sentito cantare mentre lui suonava il piano mi ha detto che avevo una bella voce e mi ha consigliato di parlare con la sua insegnante di musica. Così per gioco ho cominciato a prendere lezioni di canto e, a dire la verità, all'inizio non l'avevo presa molto seriamente, perché per un anno ci sono andato solo una volta a settimana. A quel tempo per me la musica e il canto si identificavano nel karaoke con gli amici, di sicuro non pensavo potesse diventare il mio lavoro.
Poi dentro di me è scattato qualcosa derivata forse dal fatto che mi è sempre piaciuto lo sport e ho sempre avuto un forte spirito competitivo e questo mi ha fatto cambiare atteggiamento. Ho cominciato a dare il massimo anche nella musica e quindi ho iniziato a suonare, a scrivere qualche testo. Poi mi sono dedicato alla ricerca e allo studio; ho passato un periodo a Londra, ho viaggiato molto alla ricerca di influenze musicali, di spunti e idee., ho iniziato ad ascoltare musica tutti i giorni, praticamente tutto il giorno. Così facendo ho recuperato il gap che avevo e tutto ciò mi ha permesso di arrivare al mio primo disco a 25 a soli 5 anni dal giorno in cui mi sono avvicinato alla musica per la prima volta.

NG. Wow! Decisamente un percorso molto veloce ed intenso. Ora capisco meglio il passaggio da PR romagnolo a cantante, ma ancora mi sfugge quello da cantante neofita a busker che si esibisce per le strade d'Europa.
FB. In realtà la cosa del busker è nata quasi subito. Quando ho cominciato a prendere più seriamente le lezioni di canto, la mia insegnante mi consigliò di cominciare a suonare anche la chitarra per riuscire a vivere la musica a 360°. Io in quel momento ero in fissa per un cantante che ora tutti conosciamo, Ed Sheeran, e impazzivo nel vederlo esibirsi nei suoi video degli esordi con la chitarra e la loop station in giro per le strade. Mi sono sentito ispirato, ho cominciato a suonare la loop, ho comprato un biglietto dell'interrail per girarmi tutta l'Inghilterra con i miei strumenti e tanta voglia di esibirmi. Durante questo viaggio sono venuto a contatto con il mondo degli artisti di strada e dopo 2 mesi, quasi alla fine del viaggio, un artista di strada mi chiese di esibirmi con lui in quella che credo sia stata la mia esibizione più brutta perché mi tremava la voce ed ero emozionatissimo. Quando sono tornato in ostello non riuscivo a non pensare a quello che era successo e fu li che capì che quando sarei tornato in Italia era quello che volevo fare. Quella sera, in un ostello di Liverpool, ho scritto “Spiegami” e quando sono tornato a Roma ho messo da parte i soldi per comprarmi un amplificatore, un microfono e ho iniziato a suonare a fine 2012 per le strade italiane.

NG. Davvero complimenti per la determinazione. Ho ascoltato il tuo album che è uscito esattamente un mese fa, e devo dire che ho trovato il tuo sound molto internazionale. Sinceramente quando mi sono approcciato alla preparazione della nostra intervista mi aspettavo qualcosa tra l'indie italiano e la musica di Xavier Rudd, e invece mi sono ritrovato un sound elettronico che strizza molto l'occhio a quelle grosse produzioni pop in stile Calvin Harris. Se non fosse per il cantato in italiano le prime note mi avrebbero davvero tratto in inganno. Il risultato è qualcosa che in Italia non si era mai sentito.
FB. Guarda Luigi, con questo commento, innanzitutto, mi hai fatto un gran piacere e poi hai proprio centrato quello che era il mio obiettivo e ovviamente il riconoscimento da parte di qualcun altro degli intenti che si erano voluti mettere nella propria musica è il complimento più grande.
Fin dall'inizio non ho voluto mai ispirarmi al sound tipico della musica italiana; ho sempre ascoltato tanta roba internazionale, cercando ispirazione nei grandi della musica pop americana. Ovvio che poi quando ho cominciato a scrivere dei testi italiani per la musica che avevo in mente, quello che ne è venuto fuori è qualcosa di personale e, spero, nuovo.

Federico Baroni - Spiegami


NG. Come mai non hai pensato di scrivere in inglese?

FB. Molto semplice: volevo rendere quello che sentivo e siccome l'inglese non è la mia lingua e non lo parlo benissimo non volevo che la cosa risultasse in una barzelletta.

NG. Personalmente ti posso dire che quando ho visto il video di “Spiegami”, le immagini, lo stile del girato, quel sound house da club figo mi ha proprio stupito e il risultato è tutt'altro che uscito male.
FB. Guarda sono davvero contento che tu l'abbia notato senza che io dicessi nulla. Mi fa veramente piacere.

NG. Arrivato a questo punto del tuo percorso cosa rappresenta per te la musica in 3 parole e perché proprio quelle?
FB. La musica per me rappresenta uno sfogo: sia nel bene che nel male sento la musica come una persona con cui parlare e a cui confidare quello che ho dentro. Poi per me la musica è leggerezza, qualcosa senza la quale adesso non potrei stare e che mi aiuta a superare i momenti difficili e mi aiuti a prenderli appunto in maniera leggera, e da qui l'idea dell'album “Non Pensarci”. E quindi per finire la posso definire un'amica.

NG. Dopo gli in-store hai in programma anche un tour per promuovere questo tuo album fresco di stampa?
FB. Gli in-store sono andati benissimo e già in quelle occasioni ho avuto modo di fare delle piccole esibizioni voce e chitarra per i fan che sono venuti a trovarmi. Un'emozione grandissima è stato l'evento di Milano che è stato volutamente organizzato outstore, quindi per strada, proprio per ricordare da dove sono partito. E adesso stiamo lavorando per programmare una serie di date live per esibirmi con la mia band. Non vedo l'ora, perché per me il live e l'incontro con la gente sono la cosa che più mi interessa.

NG. Io ti auguro tutto il meglio per il tuo futuro.
FB. Grazie mille!

Intervista a cura di Luigi Rizzo.
 
 

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