NIGHTGUIDE INTERVISTA NEO GARFAN

NIGHTGUIDE INTERVISTA NEO GARFAN

Neo Garfan, cantautore romano, ottiene il primo contratto discografico con Virgin e nel 2001 pubblica il singolo, “Tutto andrà da Sè” col suo primo progetto musicale, il duo Direzioni Insolite, formato da Neo e Massimo Polizzy Carbonelli, prodotto e arrangiato da Giuliano Boursier. Il duo si scioglie nel 2003 e Neo intraprende il percorso solista. Firma un contratto come autore e artista con Sunrise Music Production pubblicando il suo secondo singolo “Chi ci Ascolterà” (2004), prodotto e arrangiato anch'esso da Giuliano Boursier. Fra il 2005 e il 2006 collabora come autore con Daniele Stefani, per Riccardo Fogli e per Silvia Aprile in “Cortometraggio”.
Inizia poi a lavorare con Nicolò Fragile, con il quale nel 2007 pubblica l'album di debutto “Mai dire Mai” e successivamente nel 2008 l'album in inglese “Something more” (Cama Records).  Collabora con la trasmissione "Amici" scrivendo per Luca Napolitano i brani “Cosa sei per me” e “Fino a Tre” (con TinkaBelle). Nello stesso anno vince il Cornetto Free Music Festival e apre il concerto di Zucchero allo Stadio San Siro di Milano. Nel 2009 collabora con gli Stadio come corista nel disco “Diluvio Universale”. Da quel momento la sua attività live lo porta all'estero per diversi anni, tra Russia, Stati Uniti, Inghilterra, Spagna, Africa e Germania. Lavora e collabora con moltissimi musicisti e produttori in giro per il mondo. Tornato in Italia, inizia a produrre il suo terzo album, “Suoni dalla Luna” su etichetta Music Ahead: un lavoro di 3 anni composto da 10 tracce prodotte al BDR Studio con Daniele Ferreri, mixato al ProCube Studio di Roma da Pierangelo Ambroselli e masterizzato da Chris Gehringer (Sterling Sound, New York), in uscita il 16 febbraio. Il disco è preceduto dai singoli “Al di là del Limite” e "Caduta libera", fuori in radio e sulle piattaforme digitali.
 
Hai vissuto tanti anni a Londra. Come mai questa scelta? Hai mai rimpianto la decisione di essere tornato in Italia?
Ogni partenza prevede un ritorno e a volte è il ritorno a dare un senso alla partenza stessa. Questo paese mi ha masticato e sputato più di una volta, ma che posso dire? È un muro contro il quale amo andare a sbattere...
 
Hai mosso i primi passi all'interno della musica quando eri molto giovane. Cosa trovi di cambiato nel panorama musicale rispetto a quando hai iniziato tu?
La musica appariva come un segreto che apparteneva soltanto a chi era disposto a sacrificare tutto per essa. Lo studio era una una condizione necessaria. Oggi tutto è a portata di tutti, basta un beat, mettere in fila quattro luoghi comuni in rima e con l'aiuto dell'autotune ti guadagni la stelletta di “artista”. Tuttavia i tempi cambiano e se la banalità diviene moda, io non posso fare nulla per impedirlo se non continuare a fare il mio lavoro inseguendo quella che ritengo sia la bellezza e il contenuto.

 
Parlaci dell'album, di come è nato e di quello che hai provato scrivendo le 10 tracce del disco.
Di frequente quando ero bambino, immaginavo di trovarmi seduto sulla Luna. La Terra, da quel punto di vista, si mostra in tutta la sua bellezza e nella sua più banale esemplificazione. Ho affrontato la scrittura di questo disco, prendendomi il tempo necessario, in una immaginaria assenza di gravità, tentando di leggere il mondo e me stesso senza pregiudizi. Ogni brano suona all'interno di un contenitore, come una moneta in un barattolo, mantenendo una coerenza sonora che dà ritmo di narrazione a tutto l'album. Le dieci tracce del nuovo disco hanno avuto la gestazione necessaria: tre anni in cui il concepimento delle idee, lo sviluppo, la nascita e il primo respiro hanno rispettato tutti i parametri della vita. 
 

Se potessi cantare insieme a un altro artista, in un ipotetico duetto; chi sarebbe?
Stevie Wonder, senza alcun dubbio.
 
C'è una canzone che avresti voluto scrivere tu?
Master Blaster Jammin' di Stevie Wonder, un capolavoro assoluto.

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