(report) ritorna john de leo con "il grande abarasse" tra musica e filosofia

(report) ritorna john de leo con "il grande abarasse" tra musica e filosofia


E' uscito ieri (7 ottobre) nei negozi e negli store digitali il secondo album di John De Leo, dopo il debutto discografico del 2008 con “Vago Svanendo”. L'ultimo lavoro, lanciato dalla Carosello Records, si chiama “Il Grande Abarasse” ma non provate a chiedergli cosa significa, vi risponderebbe “Tutto quello che pensate sia, è”. Jonh De Leo è anche questo: tanta filosofia e tante suggestioni dietro le parole e i suoni; l'unica cosa certa è che ascoltare le canzoni del suo nuovo disco diverte. Diverte perché c'è tanta, tanta musica. Lo dimostra il numero di strumenti impegnati in questo album dal sicuro valore artistico, partendo dai violini, ai sax baritono, ai violoncelli, fino alla fisarmonica, al pianoforte e tanti altri ancora; compresa l'Orchestra Filarmonica del Comunale di Bologna. Il Grande Abarasse presenta al pubblico dieci tracce per così dire ufficiali, più sei tracce “fantasma” di seguito, che non rispecchiano l'ordine dei numeri sul display (un'avvertenza per chi ascolta). Crearlo ha richiesto circa sette anni di lavoro alla ricerca del mix giusto di suoni e arrangiamenti. Mesi e mesi di lavoro sono serviti solo per la canzone “Il Gatto Persiano”, e non contiene una parola, solo la voce imitante vari strumenti musicali.

Quale genere musicale aspettarsi? Tutti e nessuno. Le contaminazioni di suono de Il Grande Abarasse sono moltissime e ben combinate. Per ammissione dello stesso artista 44enne l'album va dalla musica classica a quella elettronica modificata in tempo reale; senza dimenticare l'Indie Rock e il Jazz. Spettacolare l'uso di un distorsore giocattolo (rosa con microfono giallo): “Si tratta di un disco decisamente più Pop del precedente - ha spiegato John - se si può ancora usare questa parola; per il resto...ho voluto esagerare”. Ma cos'è il grande Abarasse? “Chi lo sa. Forse l'unica cosa certa è che si tratta di un'esplosione”. L'album nasce dalle esperienze di vita e dalle esperienze culturali vissute da John De Leo in questi anni. Moltissime le collaborazioni con personaggi del mondo della musica, da Franco Battiato, a Carmen Consoli e Ivano Fossati. Senza dimenticare le molte esperienze come promotore nel mondo del teatro e di vari progetti artistici con esponenti del calibro di Stefano Benni. Il suo primo disco, Vago Svanendo, prodotto da Adele di Palma, ha vinto il premio della critica della rivista Musica&Dischi, oltre ad essere stato presentato dal vivo a molti festival importanti.

Un ultimo consiglio. Ascoltare, e guardare, John De Leo dal vivo è uno spettacolo. L'Instore Tour dell'artista prosegue oggi a Roma, alle 18, presso la Feltrinelli di via Appia Nuova; domani a Milano, alle 18.30, alla Feltrinelli di Piazza Piemonte; e venerdì 10 ottobre, alle 18 a Bologna, presso la Feltrinelli di Piazza Ravegnana. Il suo motto? “Il rispetto per il pubblico non sta nell'accontentarlo”. Eppure ascoltarlo ci accontenta, eccome.

Francesco Pellegatta
 

carmen consoli, carosello records, feltrinelli, FRANCO BATTIATO, il grande abarasse, ivano fossati, john de leo, stefano benni, vago svanendo

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