Mauro Ferrucci
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17/01/2012 | dogg
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Il dj producer Mauro Ferrucci, icona del clubbing italiano e resident storico del Peter Pan. In attività dagli anni 80, durante questi anni ha ottenuto tante soddisfazioni non solo in ambito dance, ma in vari settori della musica.
La tua esperienza ha fatto sì che anche Jovanotti, re italiano del pop, si rivolgesse a te per i remix del suo album “Safari”. Per un dj che stimolo rappresenta la collaborazione con un artista che si discosta dal proprio genere?
Sicuramente una ricerca nel nuovo. Testare risultati sconosciuti, è sempre stato una mia meta. In varie occasioni ne sono rimasto molto soddisfatto, come con Laura Pausini, Lou Reed, Moby, Peter Gabriel, Paola & Chiara etc.
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Hai iniziato il tuo percorso musicale negli anni 80. In quel periodo a quali personaggi ti ispiravi?
Ho avuto la fortuna di crescere con il vero Rock, quello psichedelico, e completarmi con uno dei movimenti più completi, quello della New Wave. Ho vissuto e contribuito alla nascita della House Music, e l'orgoglio di produrre dischi, fin dalla metà degli anni 80, fino a raggiungere il primo posto di vendita negli UK, nel 90, 91, 96, 98 etc..etc.
Non solo sei il resident storico del Peter Pan e ti sei esibito nelle consolle più importanti d'Europa ma hai anche solcato il palco dell'Ariston, durante il Festival di Sanremo del 2004, per ritirare il premio di “miglior produttore dell'anno”. Dal punto di vista lavorativo qual è stato l'episodio che ti ha emozionato di più e perché?
Realmente non c'è un unico momento, ma vari. Sicuramente il palco dell'Ariston è qualcosa di speciale. Io nasco e vivo di musica, quindi vedo Sanremo da sempre. Ricevere la statuetta, sentendo nominare il mio nome, mi fa ancora venire i brividi al pensiero. Ma, pure le nominations agli Mtv Awards, o la mia prima serata ad Ibiza negli anni 80 o la mia prima volta a New York. Mi tremava la mano, wow!
Nel 1994 hai fondato insieme a Frankie Tamburo la “Airplane! Records” che ha prodotto hit quali “Point of view” dei Db boulevard con la voce di Moony, oltre ai tanti successi firmati Tommy Vee. Quali saranno i prossimi successi che lancerà la tua label?
Beh, speriamo! Ci sono nuove produzioni, con nomi già conosciuti quali Tommy Vee, Moony, Cece Rogers e nomi nuovi, come Federico Scavo, Thorn, Luca Guerrieri, Keller, Fdf e Alex Fioretti.
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Sul finire degli anni 80 e gli inizi degli anni 90 il Veneto è stata la regione punto di riferimento della nighlife italiana, testimone che è poi è passato all'Emilia Romagna. In questi ultimi anni si può dire che il primato stia passando alla Puglia?
Partendo dall'Area City e dal Muretto, passando dalla Villa Delle Rosee dal PeterPan, spero di far parte del nuovo movimento notturno pugliese, che, effettivamente, profuma già di successo.
a cura di Valter Cirillo
La tua esperienza ha fatto sì che anche Jovanotti, re italiano del pop, si rivolgesse a te per i remix del suo album “Safari”. Per un dj che stimolo rappresenta la collaborazione con un artista che si discosta dal proprio genere?
Sicuramente una ricerca nel nuovo. Testare risultati sconosciuti, è sempre stato una mia meta. In varie occasioni ne sono rimasto molto soddisfatto, come con Laura Pausini, Lou Reed, Moby, Peter Gabriel, Paola & Chiara etc.
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Hai iniziato il tuo percorso musicale negli anni 80. In quel periodo a quali personaggi ti ispiravi?
Ho avuto la fortuna di crescere con il vero Rock, quello psichedelico, e completarmi con uno dei movimenti più completi, quello della New Wave. Ho vissuto e contribuito alla nascita della House Music, e l'orgoglio di produrre dischi, fin dalla metà degli anni 80, fino a raggiungere il primo posto di vendita negli UK, nel 90, 91, 96, 98 etc..etc.
Non solo sei il resident storico del Peter Pan e ti sei esibito nelle consolle più importanti d'Europa ma hai anche solcato il palco dell'Ariston, durante il Festival di Sanremo del 2004, per ritirare il premio di “miglior produttore dell'anno”. Dal punto di vista lavorativo qual è stato l'episodio che ti ha emozionato di più e perché?
Realmente non c'è un unico momento, ma vari. Sicuramente il palco dell'Ariston è qualcosa di speciale. Io nasco e vivo di musica, quindi vedo Sanremo da sempre. Ricevere la statuetta, sentendo nominare il mio nome, mi fa ancora venire i brividi al pensiero. Ma, pure le nominations agli Mtv Awards, o la mia prima serata ad Ibiza negli anni 80 o la mia prima volta a New York. Mi tremava la mano, wow!
Nel 1994 hai fondato insieme a Frankie Tamburo la “Airplane! Records” che ha prodotto hit quali “Point of view” dei Db boulevard con la voce di Moony, oltre ai tanti successi firmati Tommy Vee. Quali saranno i prossimi successi che lancerà la tua label?
Beh, speriamo! Ci sono nuove produzioni, con nomi già conosciuti quali Tommy Vee, Moony, Cece Rogers e nomi nuovi, come Federico Scavo, Thorn, Luca Guerrieri, Keller, Fdf e Alex Fioretti.
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Sul finire degli anni 80 e gli inizi degli anni 90 il Veneto è stata la regione punto di riferimento della nighlife italiana, testimone che è poi è passato all'Emilia Romagna. In questi ultimi anni si può dire che il primato stia passando alla Puglia?
Partendo dall'Area City e dal Muretto, passando dalla Villa Delle Rosee dal PeterPan, spero di far parte del nuovo movimento notturno pugliese, che, effettivamente, profuma già di successo.
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